Appunti di viaggio 2008: Giappone
Pubblicato da GiOVANNi su 24 Aprile 2008

Il nostro Enrico, è tornato dalla Japponia e ci ha scritto un bellissimo resoconto sul viaggio.
Fra l’invidia e la curiosità mi sono precipitato a leggerlo tutto d’un fiato…
Buona lettura!
Dopo anni finalmente ci sono riuscito! eccoci atterrare a Narita (Tokyo) dopo quasi 12 ore di volo da Roma. Prima cosa da fare dopo aver recuperato i bagagli: cambiare il voucher per ottenere il JRP (Japan Rail Pass). Serve? Se uno decide di visitare non solo pochi posti ma cerca di farsi un bel giro nelle varie zone principali…INDUBBIAMENTE. La tessera costa circa 300 euro per due settimane, ma si possono prendere tutti i treni che si vogliono inclusi i treni proiettile “shinkansen” (esclusi i nozomi, ma davvero si può vivere tranquillamente senza questi) fate conto che con le tratte che abbiamo fatto noi (neanche tante) avremmo speso oltre 450 euro, i trasporti COSTANO. Con la tessera, se uno poio non è interessato a riservare i posti a sedere (che sono inclusi nel prezzo, e costerebbe caro riservarli) si saltano inoltre tutte le code, e questo, lasciatemelo dire, NON è cosa da poco in questo paese, dove TUTTI sono SEMPRE in coda…
Tokyo è incredibile, sotto tutti i punti di vista, per i grattacieli a profusione, per le dimensioni sconfinate, per la quantità di gente incredibile che va sempre di corsa a qualsiasi ora del giorno e della notte. Inizio subito col dire che il lato tecnologico/moderno del Giappone era la cosa che mi interessava di meno (e si vede dalle nostre foto, da li si immagina un Giappone verdeggiante e semi tranquillo, cosa assolutamente falsa) però essendo a Tokyo, si poteva evitare di andare ad Akihabara? ovviamente no: li si può trovare tutto quello che si vuole di tecnologia, anche un televisore al plasma/lcd da 108 pollici. Tanti quartieri, ma forse dovremo dire città nella città sono interessanti, Shibuya, il quartiere dei giovani/divertimenti è molto carino e pieno di localini e gente interessante, li vicino inoltre ad una/due fermate del treno, (si a Tokyo la metropolitana si può anche evitare, è zeppo di fermate del treno, quindi già incluse in JRP) c’è uno splendido e tranquillo parco dedicato all’imperatore Meiji. Ovviamente non sono da dimenticare i giardini del palazzo imperiale, anche se la parte bellissima è aperta al pubblico in rare occasioni (se ho capito bene). Siamo poi stati ad Ueno dove la gente ama fare i picnic specialmente nel periodo di aprile quando i ciliegi sono in fiore, uno spettacolo! Li si vede l’organizzazione nipponica, praticamente ogni centimetro quadrato viene ricoperto con grandi teloni azzurri di plastica, la gente arriva si toglie le scarpe, si accomoda e fa picnic. Inutile dire che ci sono mille persone al metro quadro, non si riesce a camminare, specialmente nel fine settimana. A proposito!! IMPORTANTISSIMO! bisogna ricordarsi di prenotare gli alberghi con LARGO anticipo. I Giapponesi, stressati dal lavoro tendono a passare i fine settimana fuori casa, quindi trovare da dormire il sabato e domenica è problematico, alberghi prenotati con MESI di anticipo. Una volta prenotato, non finisce li, mettetevi in testa che per fare colazione nel fine settimana… vi aspettano code, perchè gli alberghi saranno appunto strapieni. Ginza rappresenta la quinta strada di Tokyo, splendidi negozi (principalmente italiani), bei locali e ristoranti, anche se ovviamente costosi. Siamo rimasti stupiti in effetti di quanto si spende per mangiare su tutto il territorio…POCO, chiaramente evitando accuratamente ristoranti italiani, bacchette in mano…e via! Tempura, sushi e sashimi a gogo, ed oltre al classico the verde, buona pure la birra locale! senza dimenticare il sake. Non avendo che 4 notti previste il nostro giro della città si è concluso praticamente con questi quartieri anche se ovviamente ci sarebbe stato molto altro da vedere. Abbiamo infatti riservato una giornata intera per visitare Nikko, ad oltre un’ora di shinkansen, dichiarata patrimonio dell’umanità. Neanche dire che è un posto stupendo con templi bellissimi immersi nel verde, li si riesce a respirare la spiritualità nonostante…non ci siano certo poche persone. Tutto quanto è in legno lavorato con precisione proverbiale e dipinto con colori stupendi, tutto visitabile pagando biglietti di ingresso poco costosi…e togliendosi le scarpe! tutti scalzi! (come del resto si fa in TUTTI i templi).
Kyoto, 7 notti, usata come “base” per visitare anche mete non lontanissime, si raggiunge in circa 2:40 di shinkansen (circa 515 km, uno spettacolo di velocità, i treni giapponesi sono VERAMENTE un mito). Si dice che un mese non basta per visitarla tutta, temo che sia vero, abbiamo cercato di vedere i posti principali, ma tante cose, in pochi giorni non si riescono a visitare. Il lato negativo di questa città (settima come dimensione) è il trasporto pubblico. Esistono poche linee della metropolitana e qui il treno, contrariamente a Tokyo, è praticamente inutile. Quindi bisogna affidarsi agli autobus o affittarsi una bicicletta. Nella parte antica (est) ci si può praticamente muovere QUASI a piedi tanto è tutto un susseguirsi di templi, parchi, percorsi filosofici, costruzioni storiche bellissime (e ovviamente affollatissime) e le famosissime geishe. Si tornerà di sera in albergo distrutti perchè le distanze percorse saranno notevoli, ma la parte est va vista, è imperdibile. La parte centrale comprende due templi abbastanza interessanti, ma i due fiori all’occhiello sono sicuramente il castello (dove viveva lo shogun) e naturalmente il palazzo imperiale, entrambi visitabili. Da notare che per il palazzo imperiale bisogna chiedere l’autorizzazione in un ufficio apposito presentando il passaporto (ingresso gratuito). I giardini interni del palazzo sono a dir poco spettacolari, qualcosa che rasenta la perfezione? assolutamente SI! e poi non dimentichiamolo, in questi palazzi viene incoronato l’imperatore, si possono perdere? La parte ovest ha pochi templi e distanti, quindi impossibile andare a piedi, meglio prendere un solido anche se lento autobus (la tessera giornaliera costa 500 yen). Come dicevo prima Kyoto è comoda per accedere ad altre mete, noi siamo andati a Nara e Himeji. La prima, antica capitale prima di Kyoto, ospita la più grande costruzione di legno del mondo che a sua volta ospita un enorme Budda di bronzo (solo il suo orecchio e’ circa 4 metri di altezza). Nara è una cittadina tranquilla, piena di verde. Cosa particolare centinaia di “bambi” scorazzano assolutamente tranquilli in mezzo alle persone cercando qualcuno che gli offra biscotti, (venduti prontamente da vari negozietti) che vendono chiaramente anche souvenir di vario genere, tipicamente made in china :). Mentre Nara oltre il tempio “gigante” ha anche altri templi minori. Himeji ha un unica principale “attrazione” un grande (forse il più grande) castello samurai perfettamente conservato. E’ veramente imponente e molto bello, il suo stato di conservazione è stato facilitato dal fatto che nessuno ha mai osato attaccarlo in quanto difesa formidabile! all’interno a dire il vero è spoglio, comunque ci sono vari cartelli che spiegano la vita di allora e qualche arma/armatura ben conservata. Con qualche yen in più si può acquistare inoltre l’ingresso per il vicino giardino giapponese, altro esempio di rara bellezza da non perdere.
Hiroshima o meglio Miyajima. Nel senso che abbiamo dormito due notti sull’isoletta di fronte Hiroshima e abbiamo anche passato mezza giornata in città. In 1:40 da Kyoto (380 km, sempre shinkansen) si arriva qui, dopo altri 20 minuti di locale si arriva al porticciolo e in 15 minuti di traghetto (della JR quindi incluso nel costo della tessera) si sbarca sull’isola… verdissima, montagnosa, anche questa piena di “bambi” di templi piccolini immersi le verde e uno grande nel porticciolo su palafitte di fronte ad un imponente “Torii” di legno immerso nell’acqua. Ecco, quest’isola ha rappresentato per me quello che mi aspettavo dal Giappone. Serenità e calma, pace interiore “ZEN”. Abbiamo colto l’occasione di dormire in un ryokan tradizionale, quindi futon, tatami e quant’altro, sicuramente un’esperienza da non perdere. In cima al monte (Mizen) una simpatica colonia di scimmiette chiaramente dispettose
si aggirano fra boschi e piccoli templi immersi nel verde, la cima è raggiungibile con una corta funivia.
Hiroshima fa male, la città è chiaramente diventata una metropoli, ma quando si arriva vicino all’unica costruzione rimasta in piedi dopo l’esplosione, il parco ed il museo della bomba… il cuore diventa piccolo piccolo e non si riesce a trattenere le lacrime dall’emozione, è proprio impossibile, ma ritengo che nonostante questo non ci si possa esimere dal visitarlo, non bisogna dimenticare. Nel parco è sempre accesa una fiamma che verrà spenta quando l’ultimo ordigno nucleare verrà smantellato (quindi si spegnerà mai? mah!).
L’ultima notte l’abbiamo passata ad Osaka per questioni logistiche (avevamo l’aereo da li al mattino alle 10). Ma non abbiamo girato granché, un pò per la stanchezza accumulata e molto perchè ha un aspetto grigio e poco invitante, molto diversa da tokyo, molto grande, ma ben diversa…
Che dire, me lo aspettavo così? beh il problema di una meta…da sempre desiderata…è che si tende a mitizzarla, si è pieni di aspettative, quindi poi il confronto con la realtà fa notare ancora di più i lati negativi. Il Giappone è in sintesi un caos organizzato. Devo ammettere che la quantità enorme di persone a me mette ansia. Tutto è pulitissimo, ordinatissimo e tenuto in modo encomiabile, tutto funziona a meraviglia, però inutile nasconderselo lo stress della gente è palpabile anche se lo nascondono molto bene. Ad esempio percorrere in treno i 515 km tra Tokyo e Kyoto e non trovare un tratto senza case una appiccicata all’altra, anche quello, da senso di oppressione, ovunque c’e’ gente e case. Quindi c’è ,secondo me, per certi aspetti, contraddizione, da un lato questo sforzo incessante per raggiungere la perfezione e l’armonia anche nei minimi dettagli (sono rimasto allibito vedendo nei templi alcune persone che raccoglievano i petali di ciliegio ad UNO ad UNO), dall’altro non vivono certo in armonia con il loro paese altrimenti non sarebbero giunti ad un tale livello di sovrappopolazione. Mi ha stupito leggere un articolo su un giornale di Tokyo: il fatto che sono succubi della Cina, ormai nel paese si produce cibo che riesce a soddisfare il 40% del fabbisogno, tutto il resto viene dalla Cina… Inoltre, assolutamente non secondario, chiedono molto, troppo a se stessi, lavorano una quantità di ore inimmaginabile (almeno per me che sono un lavativo
dalle 48 alle 60 a settimana) concedendosi si e no una settimana di ferie all’anno. Del resto è noto che i suicidi non mancano. Questi i principali aspetti negativi, però del resto ci sono anche tanti lati positivi, la civiltà che hanno loro noi probabilmente non la raggiungeremo mai, il senso di rispetto per le cose e per il prossimo, la gentilezza estrema verso tutti, la sensazione di essere in un posto dove tutto funziona (e funziona davvero!) è innegabile! Conclusioni? BELLO! MOLTO BELLO! un viaggio che mi è piaciuto veramente tanto, con posti stupendi da vedere e con persone con un senso civico altissimo, assolutamente INVIDIABILE, con una spiritualità tangibile nonostante vivano a velocità supersonica. Lo rifarei? sicuramente! ed in futuro ci ritornerei più che volentieri. Ci vivrei? per come sono fatto io che sono tendenzialmente un eremita, che ama profondamente gli spazi immensi e disabitati dell’Australia (unico posto per cui abbandonerei l’Italia), beh farei molta fatica, ma chiaramente è un mio limite, sono convinto che il Giappone abbia molto da offrire.
Enrico M.
















24 Aprile 2008 a 9:51
Wow da rimanere senza fiato!!
Ottima descrizione del viaggio!!
^^
24 Aprile 2008 a 15:32
foto foto foto
24 Aprile 2008 a 17:39
Grande Enrico, ho letto a pezzi ma mi sembra davvero un bel report… devo rileggere. Grazie
24 Aprile 2008 a 17:39
ah, scusate, ero Mattia
25 Aprile 2008 a 15:27
Grazie, troppo buoni, a me sembrava abbastanza noioso e scritto male
29 Aprile 2008 a 9:26
Tranquillo, tutti gli scrittori son troppo severi con se stessi
Ma sei stato anche in Australia?
29 Aprile 2008 a 10:09
Si Giovanni, due volte, ci sono stato in tutto quasi due mesi, e…l’ADORO!!!
29 Aprile 2008 a 20:15
Fi-ga-ta!
30 Aprile 2008 a 12:55
a me nn piace ekko -.-
ad ogni viaggio gli kiedo di portarmi un regalo e non lo fa mai. -.-
voglio un regalino esoticoooooooo o al prossimo viaggio me infilo nella valigia e vediamo ke dice tua moglie -.-
ahhaah quanta sana invidia sento in me :°°
cmq sei sempre il miglior soldato della tua regina ò/
p.s….rileggendo…ehm.. non vorrei essere frantesa…. stavo skerzando enrico è solo un amico virtuale mio e del mio ragazzi….niente inciuci
ti vogliamo bene ker
30 Aprile 2008 a 13:27
In effetti, meglio specificare che se poi la moglie legge… altro che viaggi!
30 Aprile 2008 a 16:05
WoW
Caspita!!
:O
^^
1 Maggio 2008 a 16:49
Brava Norma, meglio sempre essere chiari
(per la cronaca potrebbe esser mia figlia, vista la sua età :P)
1 Maggio 2008 a 20:34
[...] la pasion por la cultura nipponica, ha escrito un resumen de su visita a Japon en la pagina de genova kendo, la cual les diria de visitar si no fuera que esta escrita enteramente escrita en Italiano, pues de [...]
2 Maggio 2008 a 22:35
[...] Mi sento anche di dover segnalare l’articolo di Enrico e Marina che è poi il report del loro viaggio, lo trovate chiccando qui [...]